Finita la primavera. Il mondo Arabo è oramai immerso in un autunno rovente del quale al momento non si vede la fine. Nulla di anomalo, per carità. I procedimenti che comportano grandi cambiamenti nel quadro sociale e politico, abbattendo vecchi regimi e fatiscenti strutture di potere sono lenti e richiedono anni. Era impensabile che in pochi mesi si realizzassero mutamenti di portata epocale e che gli stessi risultassero fatti e compiuti fin da subito.
Vale per la Tunisia, dove gli scontri sono durati a lungo dopo la cacciata di Ben Ali e in alcune occasioni (subito dopo le elezioni) si sono riaccesi sotto la spinta dei pezzi del vecchio regime intento a realizzare un colpo di coda che ancora non è chiaro se sia stato del tutto sventato. Il discorso riguarda anche la vittoria del partito islamico moderato (An-Nahda, ossia "La Rinascita"). I leader dello stesso dichiarano apertamente di essersi ispirati al modello delineato dall'AKP (il partito al potere in Turchia, capace di vincere le ultime elezioni con il 49.9% dei voti). Di per se un buon modello, ma anche un modello spendibilissimo di fronte all'opinione pubblica. A noi non è dato ancora sapere se quello sarà davvero il percorso che verrà seguito o se la realtà sarà diversa e più repressiva. Nel primo caso è facile immaginare una lenta e positiva uscita dalla situazione di caos interno, nel secondo invece si rischia una nuova e forse più violenta rivoluzione.
Caso maggiormente interessante è comunque quello dell'Egitto. La giunta militare è in difficoltà, il governo transitorio si è dimesso e le violenze di piazza hanno toccato picchi equivalenti se non superiori a quelli che portarono alla resa di Mubarak.
L'Egitto d'altronde è crocevia di molti interessi. L'occidente, primo, spera in una transizione "gattopardesca", garantita dai militari, che sterilizzi le spinte nazionaliste e mantenga il paese nella colonna degli amici euro-americani. Diversa la visione dell'Iran che spera nella nascita di un governo islamico e nazionalista, simile a quello di Teheran con cui costruire una partnership capace di isolare, soprattutto, l'Arabia Saudita. In mezzo c'è la Turchia, che vuole esportare anche qui il suo modello e creare un'alleanza che sposti gli equilibri della regione creando un nuovo schema che fuoriesca dalla logica Arabia Saudita/Usa vs Iran/mondo sciita/gruppi radicali.
Nel mezzo la popolazione stanca dell'inerzia in cui il paese è piombato da 30 anni non intende aspettare che il suo destino sia ancora una volta deciso da altri. In questo la rivoluzione autentica è destinata a scontrarsi violentemente e lungamente con la controrivoluzione organizzata dai sauditi e con gli interessi delle altre potenze locali. Un finale aperto, che verrà scritto nei prossimi mesi/anni.
Infine c'è la Siria. La frenesia dei media occidentali ci ha portato a pensare che un regime solidissimo (nel senso che è molto ben strutturato per quanto riguarda la gestione delle risorse e della sicurezza, come spiegavo qui ) sarebbe caduto in 15 giorni. Nulla di più sbagliato. Troppi interessi impongono di lasciare che la situazione siriana si risolva da sola. In ogni caso le crepe del regime, dopo 8 mesi di rivolte e 3500 morti, sono evidenti. Le proteste continuano, le morti non fanno da deterrente, l'opposizione gode dell'appoggio della Turchia (che non ha caso sta di nuovo subendo il martellamento del PKK), i soldati disertori organizzano sempre più azioni e ottengono sempre più successi. La situazione in ogni caso è ancora di stallo e sia gli Alawiti (il 12% della popolazione),sia i Cristiani (10%), sia tutte le altre minoranze religiose hanno troppa paura della maggioranza sunnita (74%) per potere abbandonare il regime e rischiare ritorsioni. La lotta sarà ancora lunga e finirà in un bagno di sangue o quando i sunniti dimostreranno di non essere interessati a vendette. Ammesso che l'Iran non spedisca i suoi di carri armati....
Mancherebbe lo Yemen, ma sembra che a nessuno interessi nulla. Chiaro. A chi interesserebbe un paese che controlla l'accesso meridionale al Mar Rosso in un'area pullulante di pirati?
Cambio stagione. Inizia la parte difficile della (ex) Primavera Araba.
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