Premessa: se fortuna (la mia intendo) vuole la lunga assenza da questo blog dovrebbe essere terminata. In effetti per un po' dovrei essere in grado di scrivere con regolarità..... spero....
Recuperiamo invece un po' di argomenti che non ho avuto modo di trattare. Partiamo dagli esteri.
Elezioni in Russia. A dire il vero è passato già parecchio dalla controversa e contestata vittoria di Russia Unita, eppure vale ancora la pena di parlarne. Lo farò in breve e per punti.
1- Inutile negarlo, si tratta di una sconfitta per Putin, non fosse altro che per il fatto che ci aveva messo la faccia per tutta la breve campagna elettorale, scoprendo che il suo è un marchio che non funziona più come un tempo. Il 49.9% segna una prima volta. Ossia la prima volta in cui la maggioranza dei russi (per quanto risicata) non sta più con Putin. Ma vale fino a un certo punto. Infatti Russia Unita non ha mai dominato le elezioni, fatto salvo il caso del 2007, quando seguendo le direttive del suo capo (che stava ancora al Cremlino) ottenne il 64%. Il partito non ha mai funzionato e data l'importanza effettiva della Duma il danno è decisamente limitata. Vedetela come volete, ma alle presidenziali del 2012 non ci saranno sorprese ( e intendo vittoria al primo turno dello Zar).
2- Traiamo qualche rapida conclusione sulla società russa. La povertà è decisamente calata e si sta affermando con prepotenza un classe media decisamente più aperta alla modernità. Per farla contenta a Putin non basta più la retorica dell'unità nazionale (e quindi l'immagine del condottiero che ha ingabbiato il Caucaso ribelle e ha rinazionalizzato le risorse naturali), ne quella del nemico esterno (che comunque funziona ancora bene, specie se si parla di Usa e Cina). Serve altro, ossia una campagna di ammodernamento del paese (infrastrutture, uffici pubblici, scuole, ecc...), una seria lotta alla corruzione e lo snellimento di una burocrazia da sempre elefantiaca(1) che ingabbia il paese limitandone il poderoso potenziale.
Putin non sembra avere intenzione di fare nulla del genere, ma se davvero vuole perpetrare il suo potere (magari per un ipotetico quarto mandato) almeno dovrà fare qualche passo in tale direzione. Il rischio altrimenti è che i russi perdano la pazienza. Lo fanno di rado, ma quando capita sanno farsi sentire.
3- L'opposizione vera continua a non esistere. Alla fine avanzano le opposizioni di cartone, quelle che, sotto i vessilli comunisti e ultra nazionalisti, non mordono e non abbaiano ma al massimo recitano una parte. Per ora le opposizioni vere, spesso filo-occidentali se non addirittura di matrice americana (Kasparov per dirne uno) restano al palo schiacciate dalla propria insipienza. Non è detto che rimangano per sempre così allo sbando, ma per ora non si vedono segnali di cambiamento.
La cosa è un male. Se la gente non crede nel sistema politico il rischio è di derive violente.
4- Putin dovrà avvicinarsi alla gente. Serve a lui. Ma serve anche agli Usa, che non possono sopportare il peso di una eventuale Russia instabile e magari in mano a gruppi oltranzisti (dal momento che nessun movimento filo-occidentale prevarrebbe mai. In Russia si vince solo se si professa un fede indefessa alla madrepatria) e serve alla Cina che con Putin fa affari d'oro e non può correre rischi. Infine serve anche a noi. Perchè se la primavera Araba ci sta dando parecchi grattacapi state certi che una primavera russa sarebbe, per noi, mortale.
(1) L'immensa burocrazia caratterizza la Russia tanto quanto la Vodka. Leggete, per fare un esempio, una qualsiasi opera da Gogol in poi per farvi venire il mal di testa nel tentativo di capirne l'astrusa struttura gerarchica....
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