mercoledì 4 gennaio 2012

La casta che costa

Il mondo cambia, l'Italia pure. I cinepanettoni floppano in modo clamoroso per la prima volta  a memoria umana e il Grande Fratello chiude mestamente la sua era di demenza. Cose incredibili, quasi impensabili per il nostro paese e per un popolo devastato da anni di lobotomia catodica.

Ma per evitarci un shock eccessivo i nostri politici hanno deciso di deliziarci con il loro solito spettacolino, oramai di cadenza bimestrale, inerente ai loro lauti guadagni. 

Partiamo dal principio. 
La commissione Istat incaricata di verificare i costi della politica italiana ha depositato, in data 31 dicembre, un dossier di 37 pagine nel quale sono indicate alcune voci. Uno studio abbastanza "alla cazzo" a dire il vero, visto che da buoni dipendenti pubblici, hanno evitato di trarre conclusioni, formulare giudizi di sorta e alla fine hanno pure chiesto altro tempo. Ma intanto alcuni dati ci sono. Ad esempio:
1- scopriamo, o meglio ci viene data conferma, che l'indennità dei nostri parlamentari è la più alta d'Europa. 11.328 euro al mese per i parlamentari, 11.500 per i senatori (che sta a significare 85.639.680 € all'anno per la camera e 44.436.000 € l'anno al senato). E fin qui le cifre non sorprendono;
2- sorpresa alla voce "diaria". Ossia alla retribuzione maturata in base alla presenza in aula. A parte il fatto che resta demenziale come nel mondo un deputato venga pagato con un compenso extra per recarsi nel suo luogo di lavoro a fare quello per cui è pagato (a me per andare in ufficio non danno nulla del genere), resta che la Germania ci batte. 3.984 € a 3.500. Resta poi da dire che i nostri deputati non se la passano comunque male: è la seconda somma più in Europa;
3- Budget portaborse. Qui le cose si fanno interessanti. In Italia sono previsti 4.000 euro mensili, meno che in altri paesi. Bravi i nostri? No, decisamente no. Infatti ad essere diverso è il criterio di attribuzione. In Francia e Germania il parlamentare presenta la voce di spesa, ne giustifica l'ammontare (ossia indica nome del portaborse, sue attività e sue partecipazioni) e quindi il parlamento paga. In Italia il parlamento da i soldi al parlamentare che poi li spende senza dover spiegare nulla. La prassi vuole che il "nostro" se li intaschi e poi paghi il portaborse a nero. 
4- Benefit. E "or incomincian le dolenti noti a farmisi sentire; or son venuto la dove molto pianto mi percuote" (come direbbe un simpatico poeta toscano di nome Dante). Se le voci sopra indicate non sembrano scandalose (ma lo sono e poi spiego il perchè) ecco che possiamo cambiare allegramente idea. I "nostri baldi eroi" infatti godono di benefici e privilegi che all'estero si sognano: libera circolazione stradale, area, marittima e ferroviaria. Libera per loro che non pagano una ceppa, mentre noi paghiamo in tasse. Aggiungete pranzi e cene a sbafo e altri servizi di varia natura. 

Reazione dei ladruncoli.
Abitati a privilegi che ritengono essere loro attribuiti dalla volontà divina i parlamentari hanno reagito con rabbia accusando tutto e tutti. Dicono che le voci sono calcolate al lordo (ma la cosa vale nel caso solo per l'indennità e nella relazione nulla si dice a tal proposito) e si scusano dicendo che alla fine anche all'estero le cose non sono diverse (viene da ridere, se si pensa che i parlamentari spagnoli guadagnano in totale circa un quarto...). Altra scusa valida per tutte le stagioni è quella che argomenta che tali guadagni sono legali e rappresentano diritti acquisiti che anche la Corte Costituzionale, chiamata a sindacare, non ha toccato. 
Due immense cagate. Vediamo il perchè.

1- Chi se ne frega degli altri paesi! 
Come vadano le cose in Francia, Germania, Spagna, Uzbekistan, Tanzania e Mongolia interessa davvero poco. Non serve il confronto per capire che 11.500€+3.500€+4.000€+benefit sono davvero troppi soldi e troppi privilegi in un paese in cui il 13-14% della popolazione vive in povertà e una persona su tre non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 1.000 euro. Le dimensioni della busta paga dei parlamentari vanno confrontate con quelle dei cittadini, non quelle di altri paesi. E la realtà dice che guadagnano troppo rispetto a tutti noi. 

2- Diritti acquisiti. Ma anche no. 
La Corte Costituzionale non ha MAI detto che gli stipendi d'oro dei politici sono giusti e sacrosanti, ma solo che le norme che li prevedono non sono contrarie alla costituzione e quindi non ha potuto decidere in merito. In sostanza non ha potuto fare altro che rispettare i suoi limiti. 
Ma resta il fatto che dire che 16.000 euro al mese per non fare assolutamente nulla sono "un diritto acquisito" richiede un bel coraggio. Che sia una sproporzione abnorme rispetto alla vita media del paese è lampante. E quindi, per quanto se ne dica, resta uno scandalo. 

Piccola conclusione. 
Vedrete che non cambierà nulla e fra due mesi riscriverò lo stesso articolo. 

2 commenti:

  1. sono dei veri morti di fame, morti di fame perché pezzenti dentro

    RispondiElimina
  2. Per i casini che hanno combinato lo stato dovrebbe chiedere i danni a questi incompetenti.Non capisco perchè un Lamberto Dini debba percepire 40.000 euro lordi al mese di vitalizio e con lui altri mille di questi vampiri percepiscono le stesse somme.Che cosa hanno fatto di speciale per percepire certe somme?quanto hanno versato?

    RispondiElimina