venerdì 13 gennaio 2012

Meno Travaglio e più calma per il no al Referendum.

Non ci siamo. E non parlo affatto di politica. Parlo della reazione vagamente sconsiderata avuta da una parte della stampa e dai supporter di Di Pietro alla decisione della corte costituzionale di bocciare i due quesiti referendari che avrebbero dovuto, nelle intenzioni di chi ha raccolto le firme, modificare il sistema elettorale.

Intanto partiamo da un presupposto che a Travaglio e company non pare essere chiaro: il metodo di giudizio deve essere costante, non variabile. I giudici della Consulta sono professionisti, non eroi popolari, martiri anti-regime e leader della rivoluzione mondiale. Allo stesso modo non sono neppure quinte colonne del potere o oscuri traffichini.

Travaglio e soci ne lodarono le decisioni quando demolirono (giustamente) leggi vergogna quali il "lodo Alfano" o il "legittimo impedimento". Fa abbasta ribrezzo vedere come ora si scaglino con rabbia contro una decisione che non gradiscono. Di fatto dicendo le stesse identiche cose che dicevano al tempo Alfano e Berlusconi.

Guardiamo gli argomenti usati, nello specifico, da Travaglio (non che ce l'abbia con lui, anzi, ma non devo necessariamente essere d'accordo sempre con qualcuno):

1- I giudici hanno fatto sapere in anticipo cosa avrebbero deciso per vedere l'effetto che avrebbe prodotto. Vero e la cosa non va affatto bene visto che la decisione dovrebbe essere segreta fino alla fine. Ma è anche vero che non è la prima volta. Nei due casi sopracitati ("Legittimo Impedimento" e "Lodo Alfano") non solo si sapeva cosa avrebbe deciso la corte, ma addirittura il numero dei giudici che avrebbe votato per la bocciatura (nota procedurale: alla fine della camera di consiglio viene resa nota la decisione, non il risultato del voto. In pratica veniamo a sapere se la legge è stata dichiarata incostituzionale o meno, non se la votazione è finiti 9-6 o 11-4...). Allora la cosa però non fece molto scandalo...

2- La decisione mortifica le istanze di 1 milione e 200 mila cittadini. Ok Quindi? Se i quesiti non erano ammissibili il numero dei firmatari è del tutto indifferente. Ricorda molto il ragionamento di Berlusconi che riteneva che, essendo stato votato da 13 milioni di italiani, il suo potere non dovesse incontrare alcun limite e la sua azione non fosse sindacabile dai giudici.

3- I partiti della Casta, che nel 2009 disponevano di ben 6 elementi, ora hanno inserito altri loro emissari e così controllano la Corte. Ma va! Pensa un po'! I partiti hanno nominato e controllano almeno 8 giudici (anche se nel pezzo di Travaglio si accenna che siano addirittura 10 su 15). Che strano, io pensavo che, come dispone la Legge, i giudici di nomina parlamentare fossero solo 5. Ma la cosa ha una logica. Nella lunga campagna portata avanti contro Napolitano (che, si sa, non piace neppure a me) ci sta che anche i giudici da lui nominati siano tutti controllati dalla cricca. Si, come no....

Concludendo la mia opinione. Non apprezzo per nulla la decisione della Corte, tanto più che speravo che almeno per mezzo del referendum si potesse modificare il sistema elettorale e superare l'oscena legge attualmente in vigore. Però prima di dire se sono d'accordo o meno con la sentenza sarà meglio aspettare che vengano depositate le motivazioni. Perchè, si sa, i giudici sono uomini e come tali imperfetti. Ma lo stesso discorso vale anche per i referendari e dare per scontato che i quesiti fossero del tutto perfetti, non è cosa molto ragionevole. Quindi, in attesa di sapere se la motivazione della bocciatura ha senso o meno, consiglio a Travaglio, Di Pietro e agli altri improvvidi eroi della rivoluzione di darsi una calmata. Per una volta farebbe bene anche a loro.

6 commenti:

  1. nel caso di Di Pietro sarebbe meglio si dedicasse ad un settennato di silenzio, sicuramente direbbe cose più che sensate!

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  2. Si, decisamente ieri ha sbroccato come non mai. Tra l'altro il suo atteggiamento genera pure una certa compassione: si capisce che si tratta di un uomo che non sa più cosa fare e cosa dire. Si sente inutile, poverello...

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  3. Seguo Travaglio da quando è nato, mediaticamente parlando - la famosa intervista di Luttazzi a Satyricon - ma devo dire che il mio apprezzamento per lui sta scemando ogni giorno di più.
    Il mio apprezzamento per Di Pietro, invece, è rimasto ai suoi valori standard: zero.

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  4. Mi spiace molto per quanto riguarda Travaglio. Ma oramai sembra condannato al personaggio che si è costruito, a rischio di dover dar vita a forzature assolutamente palesi e quindi avvilenti...

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    1. Il punto è forse un altro, ed è riassunto in quello che hai scritto: "non devo necessariamente essere d'accordo sempre con qualcuno".
      L'errore che facciamo spesso è quello di attribuire alle persone che seguiamo, come potrebbe essere Travaglio ma anche tante altre, fiducia incondizionata e onnicomprensiva, per tutto quello che dicono e potrebbero dire e/o fare. Personalmente stimo Travaglio quando si dedica alla cronaca politica e giudiziaria, dove dà il meglio di sé. Molto meno quando si dedica alla politica estera, per dire, dove esprime posizioni - sulla questione israelo-palestinese, per intenderci - assolutamente aberranti dal mio punto di vista. Idem per queste uscite grillesche per partito preso. Idem - sempre secondo me - sulla critica furiosa e prematura al governo Monti.
      Tornando a Luttazzi, non bisogna essere fanatici, ma separare, riguardo a ciascuno, le cose condivisibili da quelle da rigettare. E' indice di intelligenza, e ci si risparmiano delusioni e arrabiature.

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    2. Si decisamente d'accordo (in particolare riguardo alle posizioni in politica estera e, aggiungo, le rare analisi elettorali che fa, che spesso sono approssimative). Prendiamo il buono e lasciamo il resto.

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